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La trascrizione del provvedimento dell’assegnazione della casa coniugale che sancisce il diritto di abitazione in favore di uno dei coniugi di abitare nella casa a cui era stata attribuita destinazione famigliare, tutela il titolare del diritto nei confronti dei terzi.
Quando il provvedimento di assegnazione della casa coniugale viene trascritto, esso conserva la sua efficacia sino alla permanenza delle condizioni della sua emissione, ossia, nella maggior parte dei casi, sino al momento in cui i figli non diventino maggiorenni ed autosufficienti. Ciò anche ove il titolare del bene immobile (ad esempio l’altro coniuge) alieni l’abitazione oppure l’immobile venga acquistato da terzi a seguito di pignoramento immobiliare.
E’ buona norma effettuare tempestivamente la trascrizione del provvedimento di assegnazione della casa familiare, al fine di evitare le sanzioni pecuniarie previste per il ritardo, occorrendo a tal fine:
1. Copia autentica del documento nel quale è prevista espressamente l’assegnazione ad uso abitazione del bene immobile; normalmente trattasi del verbale e omologa di separazione, della sentenza giudiziale di separazione o divorzio, del decreto ex art. 317-bis (disciplina dell’affidamento del minore) o dell’accordo di separazione o divorzio con negoziazione assistita;
2. ultimo atto di trasferimento dell’immobile (es. rogito notarile), riportante i dati catastali relativi alla casa assegnata in godimento.