Rischio invalidità cartelle esattoriali: questa settimana abbiamo letto il bellissimo e chiaro articolo scritto dall’Avv. Luciano Quarta su Panorama.

Facile che l’attenzione venga attratta con un titolo come: “A rischio tutti gli atti della Agenzia delle Entrate Riscossione”.

In sintesi, il prezioso contributo ci informa che: alcuni dei Dirigenti dell’attuale, Ente Pubblico, Agenzia delle Entrate Riscossione sono stati assunti senza aver affrontato un concorso pubblico, ma “presi” dalle fila dell’abolita Equitalia.

E’ sancito per legge il principio secondo cui i dipendenti degli Enti Pubblici (a maggior ragione i Dirigenti) devono essere nominati in seguito all’esperimento di un concorso (ciò al fine del buon andamento e della trasparenza dell’operato della Pubblica Amministrazione).

E’ se ciò non avviene? Gli atti adottati da quei soggetti sono validi?

E se sono invalidi da che forma di invalidità sono colpiti?

Il nostro ordinamento amministrativo, difatti, conosce (quantomeno) due tipi di invalidità: la nullità e l’annullabilità.

  1. Nel primo caso, quello della nullità, si può adire un Giudice affinché dichiari l’invalidità dell’atto che non produrrà più effetti e vengono meno gli effetti già prodotti, come se l’atto non fosse mai esistito.
  2. Nel secondo caso, quello dell’annullabilità, si può adire un Giudice affinché dichiari l’invalidità dell’atto che non produrrà più effetti, ma NON vengono meno gli effetti già prodotti.

In realtà, alcuni effetti degli atti dichiarati nulli possono permanere, in virtù del principio di legittimo affidamento, ciò se si tratta di effetti positivi per i privati destinatari.

Quali sono le conseguenze di tutte queste considerazioni?

I destinatari dei provvedimenti sottoscritti da Dirigenti che non hanno esplicato il Concorso potrebbero adire l’Autorità Giudiziaria per far valutare ed accertare la validità o meno dei provvedimenti.

Ci sono dei precedenti simili: difatti la Corte Costituzionale, con la sentenza 37 del 2015, ha – in passato – dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 24, del d.l. 16 del 2012 che consentiva a funzionari privi della qualifica dirigenziale di essere beneficiari di un conferimento dell’incarico dirigenziale anche senza il superamento di idoneo concorso. Allora, le Commissioni Tributarie territorialmente competenti hanno, in alcuni casi, sostenuto la nullità degli avvisi di accertamento sottoscritti da quei funzionari. La Corte di Cassazione, però, non è stata del medesimo avviso (si veda la sentenza n. 22810 del 2015).

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