Per continuare a delineare la disciplina generale delle obbligazioni, come anticipato, tratteremo dell’ adempimento delle obbligazioni.

Concentrandoci sugli articoli dal 1176 al 1217 del codice civile.

L’adempimento è il modo tipico di estinzione delle obbligazioni e consiste nell’esatta esecuzione della prestazione, che rappresenta l’oggetto dell’obbligazione.

L’esattezza predetta, a sua volta, implica l’osservanza, nell’espletamento della prestazione, delle condizioni di tempo, luogo, modo, previste tra le parti o dalla legge.

I criteri alla luce dei quali verificare la corrispondenza tra quanto dovuto e quanto eseguito sono molteplici, ad esempio:

la diligenza; il luogo, il tempo, i soggetti coinvolti, la qualità delle cose che rappresentano l’oggetto, la quantità.

Cerchiamo di analizzare questi criteri più nel dettaglio.

Per quanto attiene il canone della diligenza, il codice, all’art. 1176 c.c. richiede che la prestazione venga adempiuta “con la diligenza del buon padre di famiglia”, ovvero con la diligenza proprio dell’uomo avveduto, inserito in un determinato contesto sociale che agisce allo scopo di adempiere la propria obbligazione e di preservare la sfera giuridica altrui (secondo quanto stabilito dall’art. 1175 c.c. commentato la scorsa settimana, si veda law beat del 2.09.2019).

La diligenza assume “consistenza” e valore ben di versi allorquando si tratti di adempiere ad un’obbligazione professionale, ma su tale tematica ci soffermeremo – a lungo – nel mese di ottobre.

Il canone della diligenza viene specificato dal legislatore a riguardo di determinate tipologie di obbligazioni.

In particolare, per quanto attiene l’obbligazione di consegnare, art. 1177 c.c., il legislatore specifica che la stessa implichi, per diligenza, anche quella di custodire.

In aggiunta, quando un’obbligazione è generica e, quindi, ha ad oggetto cose individuate solo nel genere (art. 1178 c.c.), all’atto dell’esecuzione, il debitore deve eseguirla, per diligenza, con “cose di qualità non inferiore alla media”.

Stesso discorso vale per la scelta di una garanzia connessa alla prestazione, l’art. 1179 c.c. specifica che l’individuazione deve avvenire con riguardo ad una garanzia “idonea”, da identificarsi secondo la diligenza media ed il principio di equivalenza tra le varie forme di garanzia (anche se, ad essere sinceri, una garanzia reale – probabilmente – offre una tutela maggiore).

Per l’individuazione del luogo dell’adempimento, in mancanza di previsioni negoziali, tra le parti, è necessario ricorrere alla previsione dell’art. 1182 c.c. alla cui lettura si rimanda.

Per l’individuazione del tempo dell’adempimento, in mancanza di previsioni negoziali, tra le parti, è necessario ricorrere alla previsione degli artt. 1183-1187 c.c. alla cui lettura si rimanda.

Per esserci esatto adempimento la prestazione dev’essere integralmente eseguita e, quindi, non libera il debitore un adempimento parziale, salvo quanto previsto dall’art. 1181 c.c.. Ovvero, salva l’ipotesi in cui non sia diversamente previsto dalla legge o dagli usi (ad esempio, per impossibilità sopravvenuta di parte della prestazione).

Il prossimo appuntamento con “Law Beat” per lunedì 7 ottobre 2019.

Per info e suggerimenti: