Trattiamo delle ipotesi di estinzione dell’obbligazione senza esatto adempimento.

Come anticipato, per liberarsi dall’obbligazione il debitore deve eseguire l’esatta prestazione oggetto della stessa.

Il codice civile, tuttavia, disciplina delle ipotesi di liberazione dall’obbligazione diverse dall’adempimento della prestazione dedotta.

Vi sono, insomma, alcune ipotesi che prevedono l’adempimento di una prestazione diversa o la soddisfazione “alternativa” dell’interesse del creditore (c.d. satisfattori).

Vi sono ipotesi di estinzione dell’obbligazione che non soddisfano l’interesse creditorio, ma l’obbligazione si estingue, comunque, in forza della previsione normativa (c.d. non satisfattori).

Rientrano tra i modi di estinzione satisfattori: la c.d. datio in solutum (1197 e 1198 c.c.); la compensazione (artt. 1241 -1252 c.c.); la confusione (1253 – 1255 c.c.).

Rientrano tra i modi di estinzione non satisfattori: la novazione (1230 – 1235 c.c.); la remissione di debito (1236 – 1240 c.c.); l’impossibilità sopravvenuta (1256 – 1259 c.c.).

Analizziamo questi istituti uno alla volta:

la datio in solutum: disciplinata dall’art. 1197 c.c. rappresenta un’eccezione alla regola generale secondo cui un’obbligazione si estingue solo con l’adempimento esatto della prestazione in essa dedotta.

Ciò può avvenire solo in seguito al consenso del creditore (è opportuno evidenziare sin da subito che non si ha l’insorgenza di una nuova obbligazione, come accade nella novazione, ma l’esecuzione di una prestazione diversa che estingue l’obbligazione).

Si verifica, in questo caso, la soddisfazione dell’interesse del creditore mediante una diversa prestazione.

La compensazione: si verifica quando due soggetti sono reciprocamente obbligati tra loro, di tal ché le reciproche obbligazioni si estinguono per i quantitativi corrispondenti.

La compensazione opera se prevista dalla legge, se pattuita tra le parti o disposta da un Giudice.

Presteremo, nel prosieguo, particolare attenzione all’art. 1248 c.c.

La confusione si ha quando la posizione di creditore e di debitore giungono ad essere in capo al medesimo soggetto

Tutti gli istituti appena descritti, in un modo o nell’altro, comportano la soddisfazione dell’interesse creditorio che dev’essere soddisfatto con l’adempimento, ex art. 1174 c.c.

Ciò non accade per i modi di estinzione non satisfattori che comportano, viceversa, o l’insorgenza di una nuova obbligazione sostitutiva della precedente o l’estinzione dell’obbligazione perché non sarà possibile o obbligatorio compiere la prestazione stessa.

In particolare, nella novazione:

le parti si mettono tra loro d’accordo per sostituire, alla precedente obbligazione, una diversa, molto importante sarà l’analisi degli artt. 1232, 1235, e 1268 c.c.

La remissione si sostanzia in una rinuncia del creditore ad ottenere l’adempimento, il debitore può scegliere di non approfittarne.

Dell’impossibilità sopravvenuta abbiamo già parlato e parleremo ancora molto.

Il prossimo appuntamento con “Law Beat” per lunedì 21 ottobre 2019.

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