Continuiamo a delineare la disciplina generale delle obbligazioni, concentrandoci sul tema dell’adempimento e, quindi, sugli articoli dal 1176 al 1217 del codice civile. In particolare, sul terzo.

Come anticipato, l’adempimento è esatta e completa esecuzione della prestazione dovuta.

In linea di massima l’esecuzione della prestazione deve avvenire ad opera del soggetto debitore, nei confronti del soggetto creditore.

Tuttavia, vediamo cosa succedere se ad adempiere o a ricevere la prestazione non è il soggetto titolare, ma è un terzo.

L’art. 1180 c.c. disciplina il c.d. adempimento del terzo.

E’ terzo colui che è totalmente estraneo all’obbligazione e che, nel caso in cui esegua la prestazione sia consapevole, sin dall’inizio, di non esserne tenuto. Qualora manchi il presupposto della consapevolezza verrebbe integrata la fattispecie dell’indebito soggettivo.

Un terzo può adempiere la prestazione del soggetto debitore e ciò può avvenire anche contro la volontà del creditore salve due ipotesi:

-(i) se il soddisfacimento dell’interesse del creditore implichi che la prestazione sia eseguita dal soggetto obbligato, allora il creditore può rifiutare l’adempimento del terzo.

Ciò accade, ad esempio, per le prestazioni che sottendono particolari abilità tecniche e o professionali (c.d. intuitu personae).

-(ii) se il debitore ha manifestato la sua opposizione, allora il creditore può (ma non deve) rifiutare la prestazione del terzo.

Gli artt. 1188 e 1189 c.c. dettano le regole di identificazione del soggetto destinatario del pagamento / esecuzione.

In particolar, l’esecuzione della prestazione, per liberare il debitore, deve essere rivolta:

-(i) al creditore;

-(ii) al suo rappresentante (sul punto si rinvia alla lettura degli artt. 1387 – 1400 c.c.);

-(iii) a una persona a tal uopo indicata dal creditore;

-(iv) ad una persona autorizzata dalla legge o dal giudice;

-(v) a chi appare legittimato a riceverlo, secondo circostanze univoche, fornendo (però) la prova della buona fede.

Tutto ciò chiarito, appaiono necessarie alcune specificazioni in tema di capacità di agire:

a) l’adempimento, essendo un obbligo, non necessita della capacità d’agire del soggetto debitore (art. 1191 c.c.);

b) il creditore deve essere, però, capace di ricevere il pagamento, ma il debitore che paga al creditore incapace è liberato se prova che quanto pagato è stato rivolto a vantaggio del creditore (art. 1190 c.c.);

c) il terzo che adempie un’obbligazione, al posto del debitore, dev’essere capace di agire in quanto l’adempimento, per il terzo, non è atto dovuto, ma negozio giuridico.

Il prossimo appuntamento con “Law Beat” per lunedì 14 ottobre 2019.

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