Trattiamo, oggi, delle modificazioni sul lato soggettivo – attivo – dell’obbligazione.

Il 7 ottobre, in questa rubrica, abbiamo parlato dell’adempimento del terzo ex art. 1180 c.c.

Il pagamento del terzo è stato delineato come un modo di estinzione dell’obbligazione mediante l’esecuzione della prestazione ad opera di un terzo, tuttavia è – ora – necessario specificare che l’estinzione dell’obbligazione non avviene se il terzo, che ha adempiuto, si surroga nella posizione del creditore.

Specificamente, il pagamento con surrogazione è disciplinato dall’art. 1201 all’art. 1205 c.c. dove viene chiarito quanto segue.

Il terzo che paga il debito altrui, può surrogarsi nella posizione del creditore se vi è espressa dichiarazione del creditore in tal senso, al momento del pagamento (la dichiarazione successiva non ha valore, poiché andrebbe ad incidere su un rapporto giuridico ormai estinto).

La dichiarazione del creditore ha natura negoziale e, pertanto, necessita della capacità di agire di questo.

Tale sostituzione può avvenire, anche, per volontà del debitore nell’ipotesi dell’art. 1202 c.c. ovvero quando: il debitore prenda una somma a mutuo, finalizzata all’estinzione del debito (e di tale finalità sia dato conto nel contratto di mutuo), paghi il debito e ne riceva quietanza, con data certa, da cui risulti che il pagamento è avvenuto proprio con quella somma di denaro.

La surrogazione avviene, pro quota, quando il pagamento del terzo è parziale.

Inoltre, opera nei confronti dei terzi garanti del debitore.

Oltre alla surrogazione per pagamento, possono modificare l’obbligazione, sotto il profilo soggettivo-attivo altri quattro istituti: la cessione del credito (artt. 1260 – 1267 c.c.); la delegazione (artt. 1269 – 1271 c.c.); l’espromissione (1272 c.c.) e l’ accollo (artt. 1273 – 1276 c.c.).

Mentre – per delegazione, espromissione ed accollo – rimandiamo alla lettura degli articoli codicistici, per quanto attiene la cessione del credito è possibile evidenziare quanto qui di seguito.

Il creditore, anche senza il consenso del debitore, può cedere la propria posizione giuridica soggettiva.

Tale mutamento deve essere però almeno reso noto al debitore mediante notifica (la notifica è rilevante anche per risolvere le eventuali controversie nell’ipotesi di più cessioni ex art. 1265 c.c).

La cessione del credito può avvenire:

-(i) a titolo oneroso o a titolo gratuito;

-(ii) con garanzia di esistenza del credito o senza tale garanzia (si veda, a tal riguardo, con molta attenzione l’art. 1266 c.c.);

-(iii) con garanzia di solvenza del debitore o senza tale garanzia (si veda, a tal riguardo, con molta attenzione l’art. 1267 c.c.).

Ciò, salvo che non si versi in una delle ipotesi di incedibilità di un credito disciplinate dalla legge (ad esempio, si veda l’art. 1261 c.c.) o per espressa pattuizione delle parti.

In quest’ultimo caso, ovvero se le parti si erano accordate per la non cedibilità del credito, ma il creditore lo ha comunque ceduto, allora tale patto non può essere fatto valere nei confronti del terzo cessionario, se non si prova che ne era a conoscenza.

Il credito ceduto mantiene intatte le sue caratteristiche, pertanto il trasferimento comprende, ex art. 1263 c.c., anche gli accessori e le azioni funzionali ad ottenerne la realizzazione.

Il prossimo appuntamento con “Law Beat” per lunedì 28 ottobre 2019.

Per info e suggerimenti: