Trattiamo, oggi, della mora delle parti dell’obbligazione, ovvero della mora del debitore e della mora del creditore.

Delineando la disciplina generale delle obbligazioni, abbiamo detto che l’esatto adempimento comporta, anche, che l’obbligazione venga eseguita nel rispetto del termine, se previsto.

Si veda per tutto ciò, law beat del 9 settembre.

Qualora un termine per l’esecuzione sia previsto ed il debitore non adempia, il creditore può costituirlo in mora.

Ciò può accadere quando l’esecuzione della prestazione è, comunque, possibile in un momento successivo. In caso contrario si avrà un inadempimento

In particolare, la mora del debitore è disciplinata all’art. 1219 c.c.

La costituzione in mora del debitore avviene mediante una intimazione di adempiere con cui, quindi, venga evidenziata l’intervenuta scadenza del termine per adempiere e venga domandata l’esecuzione

(salve alcune ipotesi in cui non è necessaria l’intimazione; come quando l’obbligazione deriva da fatto illecito o il debitore abbia dichiarato, per scritto, di non voler adempiere).

Le conseguenze della mora:

-(i) il debitore è costretto a risarcire i danni ex art. 1223 c.c.;

-(ii) il debitore che è in mora non è liberato dall’impossibilità sopravvenuta della prestazione, se non prova che l’oggetto della prestazione sarebbe comunque perito (art. 1221 c.c.);

-(iii) nelle obbligazioni di denaro, il debitore moroso deve gli interessi (se non dovuti prima e, salvo diversa pattuizione contrattuale, nella misura degli interessi legali, se no in altra e diversa misura c.d. interessi moratori), ex art. 1224 c.c.;

-(iv) la costituzione in mora interrompe il termine di prescrizione.

Si può verificare anche la costituzione in mora del creditore, disciplinata dall’art. 1206 all’art. 1217 c.c.

Il creditore può essere costituito in mora quando, contrariamente al dovere di buona fede e correttezza, impedisca l’adempimento del debitore.

In particolare, l’art. 1206 c.c. afferma che: “il creditore è in mora quando (…) non riceve il pagamento offertogli (…) o non compie quanto necessario affinché il debitore possa adempiere”.

Si ha, insomma, un ritardo imputabile non al debitore, bensì al creditore.

Affinché il creditore possa essere costituito in mora è necessario che il debitore abbia offerto, in modo formale, tramite Ufficiale Giudiziario, l’adempimento della prestazione.

L’offerta formale può essere reale o per intimazione (art. 1209 c.c.).

La mora del creditore presenta delle conseguenze speculari a quelle della mora del debitore; infatti, il creditore:

-(i) dovrà risarcire al debitore i danni cagionati;

-(ii) risponderà dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione;

-(iii) non gli saranno dovuti interessi o frutti per il periodo di mora;

-(iv) dovrà risarcire le spese della custodia dal giorno dell’offerta (nel caso di offerta reale).

Il prossimo appuntamento con “Law Beat” per lunedì 4 novembre 2019.

Per info e suggerimenti: